venerdì 19 febbraio 2016

Viagginoriente®: JAISALMER - LA CITTÀ D’ORO

Viagginoriente®: JAISALMER - LA CITTÀ D’ORO: Arrivando da lontano sorge improvvisamente tra le dune del deserto, come in un sogno da mille e una notte, la rocca di Tributa coronat...

JAISALMER - LA CITTÀ D’ORO


Arrivando da lontano sorge improvvisamente tra le dune del deserto, come in un sogno da mille e una notte, la rocca di Tributa coronata dal Forte con la città di Jaisalmer. È una spettacolare fortezza che appare improvvisamente dal deserto come un miraggio. Racchiusa tra mura di arenaria gialla, è una città medioevale caratterizzata da anguste stradine ed imponenti edifici chiamati, "Haveli". La popolazione ha conservato le antiche tradizioni e continua a vivere la vita di sempre.


Le origini di Jaisalmer risalgono al XII secolo, quando fu fondata da Rawal Jaisal, un capo Rajput che si proclamava discendente della luna. L’antica prosperità dei principi e mercanti di Jaisalmer (un tempo il centro della via dei commerci d’oriente) è testimoniata dai palazzi e dagli edifici "Havelis" splendidamente scolpiti e decorati. La bellezza di Jaisalmer è particolarmente apprezzabile all’alba e al tramonto.

Meravigliose costruzioni contrastano con quelle più povere, visioni indimenticabili dove all'azzurro del cielo si accompagna il colore giallo che caratterizza la città, lo sfavillare di colori nella Manik Chowk che è la piazza principale dove una volta arrivavano le carovane dei mercanti che venivano dall'Egitto, dall'Arabia, dalla Persia che qui sostavano prima di proseguire il viaggio verso l'Oriente.

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martedì 12 gennaio 2016

Lohri Festival


Lohri è una festa collegata all'anno solare. In generale si tratta di un fatto accertato che questo Festival sia legato al culto del fuoco. E' un'occasione particolarmente  felice per le coppie che celebrano Lohri per la prima volta dopo il matrimonio  soprattutto per quelle che sono state già benedette dalla nascita di un figlio. Si celebra in maniera particolare in Haryana, nel Punja, a Delhi e in alcune parti dell' Himachal Pradesh e segna l'inzio della fine dell'inverno.

Al mattino i bimbi vanno di porta in porta nel loro quartiere  a chiedere una piccola somma di denaro in dono. Cantano canzoni che rievocano la figura di Dulha Bhatti, una versione Punjabi di Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri. A questi bambini vengono donati soldi, ma anche dolcetti come  gajak ( a base di sesamo ), bhuga ( dolci a base di riso ),  arachidi, zucchero e semi di esamo croccati, ricoperti di spezie o glassa. In serata si accende  un falò e le persone si radunano tutte intorno. 

Il festival  assume  una maggiore rilevanza ed enfasi se, durante l'anno trascorso, c'è stato un lieto evento in famiglia, come, ad esempio, la nascita di un figlio maschio o un matrimonio. La famiglia allora ospita parenti e amici dando a tutti a bere e da magiare. Una credenza popolare in è che se qualcuno cerca un ravanello  nel falò acceso da una famiglia che ha motivo di festeggiare,  lui stesso riceverà delle benedizioni.

Geograficamente parlando, la terra si rivolge verso il sole  sul Tropico del Capricorno (Makara Rekha) dal giorno successivo  a Lohri ( il Solstizio d'Inverno.) La terra, più lontana dal sole in questo punto, inizia il suo viaggio verso il sole lungo la sua orbita ellittica, annunciando così l'arrivo della primavera. E 'questo passaggio che si celebra come Lohri in India del Nord, come Makara Sankranti nella parte centrale del paese e come Pongal Sankranti in India del sud.

In India del Sud il festival dura tre giorni. Qui si celebra l'inizio della stagione della raccolta. Questo giorno è celebrato come Ganga Sagara nel West Bengal. Secondo la tradizione gli indù purificano i loro peccati facendo il bagno nel Gange. Una grande fiera si svolge anche sull'Isola di  Sagara, dove il Ganga incontra il Golfo del Bengala.


Chiamatela Lohri, Pongal o Sankranti, il festival trasmette lo stesso messaggio che il legame  di fratellanza e lo spirito di unità dovrebbe prevalere nonostante tutte le avversità!

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martedì 5 gennaio 2016

Viagginoriente®: Tamil Nadu - Lo stato dell'India del Sud

Viagginoriente®: Tamil Nadu - Lo stato dell'India del Sud: Nel triangolo a sud del Paese rimasto all'epoca di Gandhi. Tè, seta, case coloniali, e templi intatti. Da visitare prima che le ru...

Tamil Nadu - Lo stato dell'India del Sud


Nel triangolo a sud del Paese rimasto all'epoca di Gandhi. Tè, seta, case coloniali, e templi intatti. Da visitare prima che le ruspe cambino tutto.

Tamil Nadu è uno stato del sud-est dell'India, confinante con gli stati indiani di Kerala, Karnataka e Andhra Pradesh. Al suo interno è presente anche una delle quattro enclavi che formano il territorio federato di Pondicherry.
La capitale dello stato è Chennai (ex Madras), quarta città più grande dell'India. La lingua ufficiale è il tamil.
La regione è stata abitata sin dai tempi preistorici, e la storia del Tamil Nadu e della civiltà della gente tamil è tra le più antiche al mondo. Attraverso la sua storia, che va dal paleolitico a oggi, questa regione ha coesistito con varie altre culture esterne. Eccetto che per brevi periodi nella sua storia, la regione Tamil è rimasta indipendente da occupazioni esterne.
Le tre dinastie tamil Chera, Chola e Pandya hanno origini antiche. Insieme governarono in questa terra con un'unica cultura e un'unica lingua, contribuendo alla crescita di una delle più antiche letterature al mondo. Ebbero ampi contatti commerciali marittimi con l'Impero romano. Queste tre dinastie furono in costante lotta tra di loro combattendo per l'egemonia sulla regione. L'invasione della dinastia Kalabhras proveniente da sud nel terzo secolo turbò l'ordine tradizionale del Tamil Nadu rimpiazzando le tre dinastie.
La parte più a Sud che si tuffa tra tre mari e affonda la punta nell’oceano, ancora vive l’India più autentica. È il Tamil Nadu, il Paese dei templi, patria della cultura dravidica. L’architettura e l’arte originarie indù qui si sono conservate intatte. Così, enormi e colorati luoghi sacri spiccano nelle città gremite di folla e auto, o tra le silenziose risaie della pianura.
Per scoprire la culla dell’induismo si deve partire dalla città più occidentale, Madurai. Conosciuta anche come l’Atene dell’Est, ha nel tempio di Meenakshi Sundareswarar il principale punto di seduzione: un dedalo di tempietti, colonne, sculture, circondato da alte mura e dominato da quattro enormi gopuram, torri decorate e colorate in tinte vivaci, alte 46 metri. Ma è di sera che si raggiunge il massimo dell’incanto, quando i bramini portano in processione la divinità Shiva, fino a farla ricongiungere con Meenakshi, la dea dagli occhi di pesce e sua moglie.
L’area del Chettinad si trova a una novantina di km da Madurai. A Tiruchirappalli, più nota come Trichy, su una roccia antica quasi 4milioni di anni e alta 83 metri sorge il Rockfort Temple, uno dei più grandi templi dedicati a Vishnu. Per arrivarci occorre attraversare una città congestionata e rumorosa, ma ne vale la pena. Come affrontare i 344 scalini che portano al complesso monastico del Vinayaka Temple, dedicato al dio Ganesh. Ma è il Ranganathaswamy Temple, costruito in onore di Vishnu su un’isola del fiume Kaveri, a stupire, con i suoi 21 gopuram e i sette cortili che si estendono su 60 ettari. Da non mancare gli edifici della quarta cerchia di mura, i più antichi e i templi protetti dall’Unesco: Airavatesvara a DarasuramBrihadisvara a Gangaikondacholisvaram e un altro Brihadisvara a Thanjavur.

È un’altra India quella che s’incontra a Pondicherry, ex colonia francese sulle sponde dell’oceano. Sull’affascinante lungomare si allineano case in tinte pastello, caffè ombreggiati da pergolati, negozi glam e ristoranti di lusso. Non è solo l’ascendenza francese a rendere speciale Pondi, come è affettuosamente chiamata. A pochi chilometri di distanza c’è Auroville, città ideale fondata nel 1968 e ispirata da Mirra Alfassa e Sri Aurobindo, l’iniziatore dello yoga integrale, che attira turisti del misticismo da tutto il mondo. Per questo mix franco-spirituale, Pondicherry si è evoluta in luogo frizzante, rilassato e con cucina gourmet. 

Full immersion nel misticismo indiano a Mamallapuram, strepitoso sito sull’oceano protetto dall’Unesco. È un gruppo di monumenti scavati nella roccia tra il VII e l’VIII secolo lungo la costa del Coromandel, a una cinquantina di chilometri da Chennai. Emoziona l’incontro con lo Shore Temple, il tempio sulla spiaggia che spicca contro il blu del mare: è uno dei più fotografati dell’India. Più avanti, i cinque Pancha Rathas, tempietti dalla forma di carri processionali. Qui, tra il 630 e il 670, gli scalpellini impararono lo stile dravida, che dominò tutta l’architettura del Sud. Ma è nel monolito Arjuna’s Penance che si dispiega tutta l’abilità di questi artisti: è un bassorilievo lungo 29 metri e alto 13, sulla cui superficie esplodono un’infinità di dèi, esseri mitologici e animali. La bellezza dei resti archeologici e della lunga spiaggia bianca, battuta dalle onde dell’oceano, attrae a Mamallapuram un turismo giovane e un po’ fricchettone.

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giovedì 31 dicembre 2015

Viagginoriente®: Capodanno in India

Viagginoriente®: Capodanno in India: Capodanno è un evento atteso da grandi e piccoli e celebrato ovunque, dalle grandi città ai villaggi. Gran parte dei  festeggiamenti a...

Capodanno in India

Capodanno è un evento atteso da grandi e piccoli e celebrato ovunque, dalle grandi città ai villaggi.
Gran parte dei  festeggiamenti avviene per strada, dove balli e feste accolgono il nuovo anno con allegria. Anche i centri commerciali, le stazioni, i ristoranti, pullulano di persone di tutte le età per l’evento.
Lo scambio di messaggi, biglietti di auguri e doni sono parte integrante della festa di fine anno in India.
La tv mostra i festeggiamenti sui canali principali per la maggior parte della giornata con spettacoli d’intrattenimento, oroscopi e previsioni future, alle quali gli indiani sono molto appassionati, e in famiglia si scherza e si discute sui “buoni propositi” per l’anno nuovo.
Ciò che accomuna gli indiani è l’accogliere il nuovo anno carichi di speranza che porti felicità e gioia nella vita di ognuno.
Nelle città più grandi come Mumbai, Delhi, Bangalore e Chennai si organizzano concerti dal vivo a cui partecipano star di Bollywood e personaggi famosi. Grandi folle si radunano per assistere a tali spettacoli, e magari ottenere una foto con qualche star.
Come durante il festival di Diwali, il capodanno indiano, le strade sono piene di persone che lanciano petardi e fuochi d’artificio a più non posso.
Da vedere il Capodanno nello stato del Kerala dove c’è il famoso Carnevale proprio a Capodanno!
E’ celebrato nell’ultima settimana di dicembre, ma il giorno principale è il primo dell’anno: i carri allegorici e le maschere sfilano lungo le strade della città di Kochi, in particolare nel quartiere di Fort Kochi.
Insomma ogni occasione è buona per festeggiare in India!
Buon 2016 da Viagginoriente!
Helpline Italia: +39 - 3456705489 / +39 - 3393908796

lunedì 21 dicembre 2015

Natale in India


Il cristianesimo è la terza religione più professata in India. Con oltre 23 milioni di cristiani, di cui 17 milioni sono cattolici, l'India è sede di molte feste cristiane. Il paese festeggia il Natale e il Venerdì Santo.
Nelle grandi città in periodo natalizio vi capiterà di incontrare processioni, Babbo Natale nei centri commerciali più alla moda e nelle località turistiche, completi di slitta, renne di peluches e neve di cotone, strenne e offerte speciali di shopping. 
Mumbai ospita una delle più grandi comunità cattoliche del Paese e non è raro vedere in questa stagione bei presepi esposti sulle finestre e alle entrate delle case, così come grandi lanterne di carta a forma di stella, che formano ghirlande tra le case. Anche la comunità islamica riverisce la nascita di Gesù, considerato profeta, e la maternità della sua rispettatissima madre Maria.
Nelle processioni e nei festeggiamenti compaiono classici elementi indiani, come elefanti bardati, Chatris, gli ombrelli a baldacchino ricamati e musiche locali per i canti devozionali. Come in tutto il mondo, ci si scambiano piccoli regali e i bambini sono al centro della festa. Il rito principale è la Messa di mezzanotte che può durare da due a tre ore con folle di partecipanti nei loro abiti migliori. Nel Tamil Nadu e soprattutto in Kerala, centro del rito Siro-Malabar, al calar della sera migliaia di lucerne a olio illuminano i tetti delle case e i davanzali delle finestre, mentre chiese e campanili vengono decorati con illuminazioni degne di Las Vegas.
Bellissimi Rangolis vengono disegnati davanti alle case, le cui porte si ornano con foglie di mango. Secondo l'antico rito siro-malabar, proveniente dalla tradizione di S.Tommaso e dei suoi discepoli siriani, il Natale è preceduto da un periodo di 25 giorni di intense preghiere, digiuni o pasti di magro, chiamato kotchu noimbupiccola astinenza. Nell'India centro-occidentale, le tribù adivasi cristianizzate dei Bihils trascorrono la settimana che precede il Natale cantando tutte le notti, di villaggio in villaggio. Nell'India Nord-orientale ampie fasce della popolazione tribale sono oggi cristiane, secondo varie confessioni, e dunque anche in quelle remote terre si festeggia con il consueto mix di tradizioni locali e occidentali dando vita a celebrazioni che poco hanno da invidiare a Diwali, l'equivalente induista, per rilevanza, della festività cristiana.
Ma è a Goa dove il Natale è maggiormente sentito dalla popolazione tutta, anche non cristiana. Il piccolo Stato, ex colonia portoghese, ha conservato tutto l'entusiasmo lusitano per la festa cristiana: le strade si riempiono di gente vestita a festa che, dopo le processioni, si riunirà per la Missa do galo, la messa di mezzanotte nelle numerosissime chiese del posto.
Forse proprio per il clima natalizio familiare all'Occidente, oltre che naturalmente per le sue spiagge, il suo sole, l'ambiente rilassatissimo che richiama 12 mesi l'anno i backpackers di tutto il pianeta, così come i suoi numerosissimi resorts di stile internazionale adatti alle famiglie delle classi abbienti indiane e internazionali, Goa registra spesso in questo periodo il tutto esaurito, nonostante il fatto che negli ultimi anni si siano verificati diversi gravi episodi di cronaca nera, particolarmente a danno di turiste poco accorte, e che la cultura locale stia correndo ai ripari per ripristinare quel minimo di decoro che a volte, a causa dell'atmosfera apparentemente caraibica del luogo, gli stranieri dimenticano di mantenere.

Tel: 339.3908796 / 345.6705489

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