mercoledì 25 aprile 2018

Karnataka: i mille volti dell' India



Il Karnataka è un affresco di colori, culture, sapori, paesaggi, di una bellezza eterna e straordinaria. È un posto dove mondi vibranti si fondono continuamente gli uni con gli altri senza interruzione.
Morbide pianure improvvisamente si alzano in vertiginose  colline coperte da una sottile nebbiolina, che a loro  volta si tuffano con noncurante abbandono in cascate libere per diventare tenui fiumi che scorrono lenti in villaggi dove il tempo sembra essersi completamente fermato.  E poi città dove il tempo invece, corre una corsa senza sosta per poter restare al passo con il mondo; città  che a volte fuggono per nascondersi nella profonda tranquillità di fitte foreste e a volte allargano le loro braccia per abbracciare la grandezza dell’oceano indiano. Patria di alcune delle più grandi e potenti dinastie dell’India, questo stato ha accumulato negli anni un’importante eredità artistica e culturale che lo ha reso un’ armoniosa distesa di stravaganza.
                                                                                           
Bangalore (Bangaluru): Un tempo chiamata “il giardino dell’India” e  “il paradiso dei pensionati” , questi epiteti non sono più molto pertinenti all’aspetto della città che è diventata oggi un grande e cosmopolita polo con meno spazi verdi e sempre più lavoratori. Bangalore è il maggiore centro dell’industria tecnologica, conosciuta anche come la “Silicon Valley dell’India”. Fino al 1831 la città ha vissuto all’ombra della sua vicina Mysore, ci fu poi una svolta quando gli inglesi presero il controllo di Mysore e, molto probabilmente influenzati dal clima salubre della città, spostarono la loro capitale amministrativa in Bangalore.  Qui vennero stabiliti nuovi sistemi di telecomunicazione, costruite ferrovie, maestosi palazzi governativi e molti parchi e giardini. Dopo l’indipendenza Bangalore mantenne la sua posizione come capitale dello stato e continua a fiorire a ritmi incessanti. È considerata una delle città più sviluppate dell’India e una delle aree urbane con il più rapido sviluppo al mondo. Un centro di eleganti boutiques, di micro- imprese di birrifici e di diffusi parchi tecnologici, Bangalore è una città con molte personalità, stratificatesi nel corso dei secoli grazie alla sua storia complessa. Tra i luoghi di maggiore attrazione turistica il Bangalore Palace, per coloro che desiderano visitare la classica eleganza reale di Bangalore, non possono perdersi una visita ad uno dei luoghi storici più importanti : il maestoso palazzo ispirato alla dimora dei Tudor. Il palazzo costruito nel 1887 dal re Chamaraja Wadiyar è oggi aperto al pubblico  che arriva da ogni parte per assistere al sontuoso ed elegante splendore dell’eredità di una delle dinastie più longeve del sud dell’India. Il palazzo presenta principalmente interni in legno ed’è circondato da un grande giardino.  Lo stile architettonico è un misto tra l’architettura dei Tudor e quella gotica scozzese con molti elementi di importazione Britannica. Si crede che il re Chamaraja Wadiyar prese ispirazione dal castello di Windsor e da altre strutture della Normandia e dell’Inghilterra.

Il Palazzo estivo del sultano Tipu è un importante esempio di architettura indo-islamica usato dal sultano di Mysore, come residenza estiva. Hyder Ali iniziò la realizzazione del palazzo dai muri del forte e la struttura fu completata solo durante il sultanato di Tipu, nel 1791. La struttura fu interamente costruita in legno di teak e definita con chioschi adornati con colonne, archi e balconi. Molti sono i decori floreali che abbelliscono i muri del palazzo dove è contenuto il dipinto del trono ricoperto d’oro e impreziosito di smeraldi che Tipu sultano aveva fatto realizzare per se stesso, sul quale promise che si sarebbe seduto solo dopo aver sconfitto gli inglesi. Dopo la morte del sultano e la quarta Guerra Anglo-Mysore, l’amministrazione britannica smantellò il trono in pezzi perchè troppo costoso per venderlo intero, e utilizzò il palazzo come segreteria, prima di spostarsi all’Attara Kacheri nel 1868. Oggi il governo del Karnataka ha mantenuto il palazzo, locato nella vecchia Bangalore, come attrazione turistica. Il Vidhana Soudha, la cui costruzione fu completata nel 1956, è la sede della corte del Karnataka. È una costruzione imponente costruita in uno stile definito in  parte come Neo – Dravidico dove incorpora elementi Indo- saraceni, e in parte Dravidico. La  Jumma Masjid è la più antica moschea di Bangalore inizialmente conosciuta come Sangian Jamia Masjid. Locata nella caotica area del K.R. market, la moschea è famosa per la sua straordinaria architettura. La sala delle preghiere si trova su un piano sopra elevato ed’è  adornata da alte colonne di granito riccamente decorate. Si pensa che la moschea fu costruita intorno al 1790. La struttura in malta e mattoni presenta una facciata imponente decorata con elaborati disegni e motivi floreali. Due sono i magnifici minareti gemelli che si allungano fino alla volta sferica al di sopra dei balconi, decorati con numerosi e  delicati gruppi di piccionaie. Alcuni anni fa, un delicatissimo motivo, prima nascosto sotto gli strati di pittura bianca, fu scoperto all’interno della moschea. Durante i festival la moschea, riccamente illuminata e decorata, assume un’ icantevole bellezza che si aggiunge al suo già maestoso splendore.  Sri Radha Krishna Temple è uno dei più grandi templi al mondo dedicati al Dio Krishna, inaugurato nel 1997. Il Nandi temple fu pensato esclusivamente, per porgere omaggio alla mucca sacra, conosciuta come Nandi, la gioiosa, il veicolo di Lord Shiva. Fu costruito nel 1537 da un governatore locale durante la dinastia Vijayanagara nell’ omonimo stile architettonico. La statua di Nandi é un grosso monolite posizionato su di un piedistallo che nel corso degli anni si è annerito con lo strofinio di carbone e olio. La leggenda vuole che il tempio fu fatto costruire in  omaggio a Nandi, circa un centinaio di anni fa, per placare il toro impazzito che stava distruggendo il raccolto dei contadini del posto.  
La seconda città per grandezza e importanza del Karnata è Mysore ( Mysuru) , conosciuta come la capitale culturale e storica del Karnataka, questa città offre la possibilità di perdersi nella sua magica aurea, grazie ai grandiosi palazzi, gli antiche templi, la vegetazione rigogliosa e la sua tranquilla atmosfera. Nota come la città d’avorio, dei palazzi , dei giardini e dello yoga, Mysore rispecchia fedelmente ognuno di questi epiteti e vive attreverso di loro.  L’ Amba Vilas Palace, un meraviglioso esempio di architettura indo- saracena, fu il primo palazzo della dinastia regale della città e tutt’oggi ne é la residenza ufficiale. La costruzione fu realizzata intorno al 1912 per il 24 regnante della dinastia Wodeyar. La facciata del palazzo è un armoniosa mescolanza di stili: gotico, hindu, muslim e Rajput che dona alla struttura un aspetto maestoso. Tra I monumenti più visitati dopo il Taj Mahal, assume il suo momento di massimo splendore durante le celebrazioni del festival di Dussehra quando si veste di luci e colori.


Jaganmohan Palace è un’ altra maestosa testimonianza della gloria del principato dello stato. Il palazzo è un capolavoro di architettuta che testimonia il gusto della dinastia Wodeyar. Utilizzato prima come residenza regale, ora ospita gallerie d’arte con capolavori di arte Indiana e straniera tra cui opere di Rembrand e occasionalmente viene usata anche come sala congressi. Il palazzo è una struttura a tre piani costruita nel tradizionale stile architettonico hindu, fu esteso nel 1900 e una facciata esterna con tre ingressi fu aggiunta all’esistente. L’edificio è riccamente decorato con complesse incisioni di motivi religiosi e templi in miniatura, i muri interni sono decorati con dipinti raffiguranti lo splendore del festival Dasara, la grandezza della famiglia regale e altri eventi legati alla storia della città. La porta principale del palazzo è un capolavoro in sè, con le due ante riccamente incise con decorazioni del festival Dasara e le dieci incarnazioni di Lord Vishnu. Chamundeshwari temple si trova in cima alla collina Chamundi e deve il suo nome a Chamundeshwari o Durga, la terribile forma di Shakti, una divinità tutelare che sin da tempi antichi è stata motivo di grande revenza da parte dei maharajas di Mysore. Il tempio è considerato uno Shakti Peetha e uno tra i 18 Maha Shakti Peethas, ovvero uno dei luoghi sacri dove la mitologia vuole che siano caduti i pezzi del corpo di Shakti quando Lord Shiva preso dall’immenso dolore per la morte della sua amata iniziò a vagabondare senza sosta con il corpo della dea sulle spalle. In tutti gli Shakti Peetha sono 51. Ogni tempio ha un santuario dedicato a Shakti e Shiva. Qui si dice siano caduti i capelli della dea che viene chiamata Chamundeshwari Devi. Brindavan Garden o giardino di Brindavan è famoso per i suoi disegni simmetrici ed’è uno dei più bei giardini terrazzati dell’India. La sua creazione fu voluta dal ministro delle finanze del principato,  Sir Mirza Isamil e l’abbellimento dell’intero complesso della digha adiacente fu ideato dallo stesso seguendo l’ispirazione dei giardini in stile moghul, di Shalimar, in Kashmir. Il giardino è arricchiato da una serie di fontane, ruscelli, piccole cascate, prati rigogliosi, distese di fiori ed alberi.  Famoso per la sua eterea bellezza e la maestosa Fontana musicale che si accende ogni sera.
Il Dasara Festival è uno dei più importanti del Karnataka celebrato gli ultimi dieci giorni di Settembre, considerato il festival nazionale, viene celebrato da più di 400 anni. La prima celebrazione fu festeggiata dai re di Vijayanagar nel 15’sec. . Secondo la leggenda, in tempi antichi, Mysore era governata da Mahishasura, un demone con la testa di bufalo che era solito punire tutti i sudditi che osavano venerare una divinità. Le divinità chiesero allora aiuto alla dea Parvati che si incarnò sulla terra sotto le vesti di Chamundeshwari e combattè una battaglia brutale con il demone   fino ad ucciderlo in cima alla collina Chamundi. Dopo la vittoria la dea decise di restare sulla collina , da qui rispettivamente il nome della Collina, Chamundi e della città, Mysore. Il festival viene celebrato in onore della vittoria della dea ed’è un grande motivo di felicità ed entusiasmo per la gente del posto. In questi giorni il palazzo della città, illuminato riccamente con luci e decorazioni cattura l’attenzione dei suoi visitatori. Le celebrazioni vengono inaugurate dalla coppia reale che compie offerte speciali alla dea nel tempio di Chandmuni. Durante i giorni del festival, la città è sommersa da permormances musicali, danze, e spettacoli di vario genere, ma l’attrazione principale sono le processioni di elefanti, cammelli e cavalli riccamente decorati, durante le quali la statua della dea Chamundeshwari viene portata su di un palanchino  di legno, ricoperto d’oro e argento, in groppa ad un elefante. La vivace e colorata processione a ritmo di musica, termina al Bannimantap, dove la coppia reale dona offerte all’albero di “Bann”.    
Hassan: il distretto di Hassan vi accoglie con i suoi terreni verdeggianti, un clima mite e famose attrazioni turistiche. Questo posto è famoso per la sua ricca storia e considerato uno scrigno dell’archiettettura e della scultura durante il regno della dinastia Hoysala. Fondata nell’11’sec. dal governatore Channa Krishnappa Naik, la città prende il nome dalla divinità Hassanamba o Hassan- Amma ovvero la madre sorridente.


A pochi km da qui troviamo il famosissimo Shravanabelagola situato in cima alla collina Vindhyagiri ad un’altitudine di 16 m. nel tempio di Shravanabelgola si trova la gigantesca statua monolitica dedicata alla divinità jainista Gommateshwara anche conosciuta sotto il nome di Bahubali. Alta quasi 17.37m. la statua di granito pesa circa 80 tonnellate e la si può avvicinare salendo una scalinata di più di 500 scalini. Lo spettacolo delle pianure e delle colline circostanti, che si gode dal tempio è pittoresco e suggestivo. Nel 2007 questa statua, la più alta al mondo ricavata da un monolite, è stata nominata come une delle sette meraviglie dell’India. Ogni dodici anni migliaia di visitatori e di jainisti giungono qui per celebrare la statua in uno dei festival più colorati, vivaci e spettacolari dello stato. La divinità viene celebrata con centinaia di offerte e inondata da una cascata colorata di spezie , fiori e latte, uno spettacolo unico al mondo. 
Halebib conosciuto anche come Velapur, questo posto è famoso per i suoi raffinatissimi templi. Inizialmente capitale della dinastia Hoysala, la bellezza e la fama di questo posto vanno attribuiti soprattutto al famosissimo Chennakesava temple da cui si può apprezzare la fine mestria  della dinastia Hoysala. Il tempio fu costruito dal re Vishnuvardhana per celebrare la vittoria sulla dinastia Chola.                                                                                                          

Belur fu la precedente capitale di Hoysala, conosciuta anche come Dwara Samudra. Qui si può ammirare l’architettura dei templi gemelli di  Hoysaleswara e Kedareshwara  fatti costruire da Vishnuvardhana e  Ballala II, dell’ impero Hoysala. I muri del tempio di Hoysaleswara sono ricoperti con iscrizioni prese dal Mahabharat, Ramayana e Bhagavatha, mentre il tempio di Kedareshwara è uno spettacolo per gli occhi, con le sue elaborate e antiche incisioni.


Verso i primi sorrisi dell’alba, dalla cima della collina Matanga, si risveglia dalla notte Hampi, la capitale di un impero glorioso. Anche se quello che resta sono le ossa di un incanto, che un tempo teneva il mondo sotto il suo controllo, ciò che è rimasto ad Hampi non si possono certo chiamare rovine. Un tempo visitata da portoghesi, arabi, persiani,la capitale Vijayanagara, dove la merce di scambio erano diamanti e pietre preziose, ha continuato ad accrescere la sua popolarità nei secoli. E non c’è nulla da stupirsi per questo. Ogni angolo della strada è puntellato da templi del 14’sec., se non più antichi. Il suo intero orizzonte è macchiato da enormi rocce e appollaiati su quasi ogni collina ci sono monumenti coperti, sorretti da quattro colonne. I regali gopuras a 9 piani del tempio Virupaksha, dove si crede che Shiva abbia sposato Parvati, sorvegliano la città come un Dio appositamente incaricato. La grandezza e la magnificenza del suo passato rimarranno per sempre incise nelle sue pietre.

Badami situata al nord del Karnataka, era un tempo la capitale di questo grande regno. Collocato sull’orlo di un precipizio, l’insediamento è affiancato da colline rocciose. Una delle maggiori attrazioni è la serie di templi scavati nella roccia di arenaria. La serie di quattro templi fu costruita nell’arco dello stesso periodo e tre di questi sono dedicati alle divinità hindu mentre la quarta è di ispirazione jainista, connessi gli uni agli altri attraverso delle scalinate.


Coorg è una delle hill station più popolari del Karnataka. Distesa serenamente tra le alte montagne, qui si trova la più importante produzione di caffè dell’India, e ogni anno qui cade la più alta intensità di pioggia del paese. Con colline ondulate coperte da verdeggianti foreste e paesaggi costellati da piantagioni di caffè, giardini di thè e agrumeti, questa hill station si caratterizza di una bellezza mozzafiato. È qui che si trova una delle più importanti riserve naturali della regione: il Nagarhole national park, nella lista dei candidati alla nomina di patrimonio mondiale dell’umanità, inizialmente riserva di caccia del re della dinastia Wodeyar, fu nel 1999 dichiarato riserva delle tigri.

 
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Buon viaggio e stay tuned!!!















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