lunedì 21 dicembre 2015

Natale in India


Il cristianesimo è la terza religione più professata in India. Con oltre 23 milioni di cristiani, di cui 17 milioni sono cattolici, l'India è sede di molte feste cristiane. Il paese festeggia il Natale e il Venerdì Santo.
Nelle grandi città in periodo natalizio vi capiterà di incontrare processioni, Babbo Natale nei centri commerciali più alla moda e nelle località turistiche, completi di slitta, renne di peluches e neve di cotone, strenne e offerte speciali di shopping. 
Mumbai ospita una delle più grandi comunità cattoliche del Paese e non è raro vedere in questa stagione bei presepi esposti sulle finestre e alle entrate delle case, così come grandi lanterne di carta a forma di stella, che formano ghirlande tra le case. Anche la comunità islamica riverisce la nascita di Gesù, considerato profeta, e la maternità della sua rispettatissima madre Maria.
Nelle processioni e nei festeggiamenti compaiono classici elementi indiani, come elefanti bardati, Chatris, gli ombrelli a baldacchino ricamati e musiche locali per i canti devozionali. Come in tutto il mondo, ci si scambiano piccoli regali e i bambini sono al centro della festa. Il rito principale è la Messa di mezzanotte che può durare da due a tre ore con folle di partecipanti nei loro abiti migliori. Nel Tamil Nadu e soprattutto in Kerala, centro del rito Siro-Malabar, al calar della sera migliaia di lucerne a olio illuminano i tetti delle case e i davanzali delle finestre, mentre chiese e campanili vengono decorati con illuminazioni degne di Las Vegas.
Bellissimi Rangolis vengono disegnati davanti alle case, le cui porte si ornano con foglie di mango. Secondo l'antico rito siro-malabar, proveniente dalla tradizione di S.Tommaso e dei suoi discepoli siriani, il Natale è preceduto da un periodo di 25 giorni di intense preghiere, digiuni o pasti di magro, chiamato kotchu noimbupiccola astinenza. Nell'India centro-occidentale, le tribù adivasi cristianizzate dei Bihils trascorrono la settimana che precede il Natale cantando tutte le notti, di villaggio in villaggio. Nell'India Nord-orientale ampie fasce della popolazione tribale sono oggi cristiane, secondo varie confessioni, e dunque anche in quelle remote terre si festeggia con il consueto mix di tradizioni locali e occidentali dando vita a celebrazioni che poco hanno da invidiare a Diwali, l'equivalente induista, per rilevanza, della festività cristiana.
Ma è a Goa dove il Natale è maggiormente sentito dalla popolazione tutta, anche non cristiana. Il piccolo Stato, ex colonia portoghese, ha conservato tutto l'entusiasmo lusitano per la festa cristiana: le strade si riempiono di gente vestita a festa che, dopo le processioni, si riunirà per la Missa do galo, la messa di mezzanotte nelle numerosissime chiese del posto.
Forse proprio per il clima natalizio familiare all'Occidente, oltre che naturalmente per le sue spiagge, il suo sole, l'ambiente rilassatissimo che richiama 12 mesi l'anno i backpackers di tutto il pianeta, così come i suoi numerosissimi resorts di stile internazionale adatti alle famiglie delle classi abbienti indiane e internazionali, Goa registra spesso in questo periodo il tutto esaurito, nonostante il fatto che negli ultimi anni si siano verificati diversi gravi episodi di cronaca nera, particolarmente a danno di turiste poco accorte, e che la cultura locale stia correndo ai ripari per ripristinare quel minimo di decoro che a volte, a causa dell'atmosfera apparentemente caraibica del luogo, gli stranieri dimenticano di mantenere.

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